
TRINCEA ERMETICA: PERCHÉ I FILM SULLE PARETI FANNO LA DIFFERENZA
Luglio 23, 2026Per gli allevamenti da latte, scegliere il pastone integrale di spiga al posto della farina di mais non è solo una scelta tecnica: è una decisione strategica che incide su costi di produzione, efficienza alimentare e qualità della razione. L’analisi condotta dal Forage Team dell’Università di Torino insieme ad ABC Agribusiness Consulting evidenzia che la convenienza dipende da una gestione agronomica precisa: scelta dell’ibrido, epoca di semina, corretta maturazione della spiga e modalità di conservazione. Come riportato nel documento: «Le attuali condizioni di mercato rendono conveniente la produzione di pastone fino a prezzi della farina di mais acquistata inferiori a 21 euro/q». Raccogliere il mais allo stadio del punto nero permette di massimizzare l’amido e ridurre i costi: «La raccolta allo stadio corretto consente di produrre il pastone a un costo inferiore di circa 1 euro/q di sostanza secca (-5%)». Ancora più vantaggiosa è la produzione in successione a erba medica, dove il costo risulta «circa il 10% più basso» grazie a rese superiori e minori input esterni. Dal punto di vista nutrizionale, il pastone offre una fonte di amido ad alta concentrazione (>60% s.s.) e con degradabilità differenziata, migliorando stabilità ruminale e riducendo il rischio aflatossine. In sintesi: il pastone di mais è una scelta efficiente, sostenibile e tecnicamente vantaggiosa, soprattutto quando supportata da dati, analisi e una gestione agronomica integrata.




